LIFE - Non oltrepassare il limite




LIFE - Non oltrepassare il limite

Life non oltrepassa il limite dell'ovvio.
Espinosa, a fronte di un budget di oltre 60 milioni di dollari, non riesce a fare di più che assemblare un po' di roba già vista con uno stile narrativo banale, restituendoci una specie di horror spaziale fantascientifico.

La storia originalissima è quella di una troupe di scienziati che cercano la vita su Marte (grandioso!) e trovano la prima forma di vita aliena, un microrganismo marziano che diventerà il loro incubo.

Parlavamo di assemblaggio: l'ambientazione è quella di Gravity, la sceneggiatura ricorda  quella di Alien e successivi (microrganismo parassita che si nutre dell'uomo e cresce a vista d'occhio), le musiche sono tipici bassi e tube da film horror.
A questo punto, mi sono chiesto se almeno dietro tutto questo trionfo della banalità ci fosse un significato più profondo. Qual è il messaggio che il regista voleva trasmettere? Che la ricerca della vita aliena porta conseguenza orribili? Che occorre avere paura dell'altro?
Niente, ogni mio sforzo rimane una fatica inconcludente.
È stato bello ritrovare Jake Gyllenhaal, ma nonostante un contesto spaziale così buio e pieno di luminose stelle, quelle di Hollywood non riescono proprio a brillare in un film così insipido. 
Espinosa, por favor, non oltrepassare il limite (del ridicolo).


VOTO: 4/10

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